(Articolo tratto da: Corriere del Ticino, 6 settembre 2001)

Immersione – A circa 150 metri dalla riva, davanti all’imbarcatoio principale del Golfo di Lugano

- Il tentativo di record mondiale fissato per sabato, fra le 10.30 e le 11.00

L’orario scelto è fra le 10:30 e le 11.00 di sabato. Gaspare Battaglia, partendo dalla piattaforma posta a 150 metri dalla riva, tenterà di riappropriarsi del record mondiale di apnea in assetto costante, seguendo un cavo che scende per un’ottantina di metri. Il record lo aveva conquistato nell’ottobre del 1999 (60 metri), ma successivamente un tedesco (Benjamin Franz nel settembre 2000, 66 metri) e un austriaco (Herbert Nitsch nel giugno del 2001, 72 metri) lo avevano ritoccato.

Ora Gaspare Battaglia, classe 1968, si sente in grado di tentare la discesa fino a 75 metri e ci prova nell’ambito della manifestazione del 50.mo della “Salvataggio” di Lugano: un valore aggiunto sportivo-competitivo all’attività tipicamente umanitaria del sodalizio. Con il suo “team” Gaspare Battaglia è arrivato a Lugano venerdì scorso: l’amico Umberto Pellizzari (un nome mondialmente conosciuto, non solo nall’ambiente degli apneisti) gli ha messo a disposizione sette subacquei profondisti per la sicurezza e due assistenti di superficie. Battaglia si è avvicinato razionalmente all’obiettivo: verso la fine dell’anno scorso ha iniziato gli allenamenti atletici, intensificandoli in gennaio, in maggio ha contatto con le acque del lago, aumentando progressivamente le “uscite” fino a renderle giornaliere. “Sabato scorso le acque erano torbide e non si vedeva il cavo. Abbiamo rimediato montando una pila sulla testa. Per il tentativo porterò anche lenti a contatto. Lunedì sono stati superati i 70 metri e il mio obiettivo, nella prova che conta, quella di sabato, si fissa sui 75 metri. Le telecamere permetteranno ai giudici di omologare la validità del tentativo: riporterò in superficie la targhetta che segna la profondità raggiunta. Inoltre vi sarà, per la prima volta in questo genere di esercizio, la trasmissione in diretta via Internet. Nella risalita gli ultimi dieci metri sono sempre cruciali, per il gioco della pressione e della decompressione. Talvolta si corre il rischio di svenimento. Ma già tutta la fase preparatoria deve essere accurata. Prima del tentativo – aggiunge Battaglia –devo effettuare un tuffo di riscaldamento, che mi porterà ad una quarantina di metri sotto la sperficie lacuale. Dopo la risalita e gli ultimi preparativi, partono i dieci minuti “ufficiali” entro i quali si deve effettuare la prova omologabile. Negli ultimi quattro minuti si tuffano i profondisti, che assicurano l’assistenza in caso di bisogno. Dovrei impiegare, fra andata e ritorno, circa due minuti e mezzo, calcolando poco più di un minuto per la discesa“.

Battaglia cerca dunque di accelerare i tempi, considerando che Nitsch è stato impegnato per 3 minuti e 37 secondi. Ci si potrebbe chiedere che cosa spinge un protagonista che non è nemmeno uomo di lago (Battaglia risiede a Busto Arsizio, comunque non lontano dal Verbano) a spingersi in profondità, con intuibili rischi: “La passione” risponde olare l’interessato “anche perché l’investimento in tempo e derano non è nemmeno lontamentente compensato da qualche sponsorizzazione. Ma con questo tentativo spero di attivare qualche interesse in più e comunque di avere una certa visibilità mediatica“.

Sposato, padre di Federica, Battaglia si ripromette “se sabato riesco nell’intento, di tentare un altro record“: quello del record mondiale in discesa libera, senza le pinne, attualmente di 66 metri. Domenica in mattinata? La disponibilità delle attrezzature e della giuria suggerisce all’apneista di essere, nel golfo ceresiano, ancor più performante. Ci riuscirà? In ogni caso, finora, non ha lasciato nulla al caso e anzi a fatto “l’umano possibile” per rientrare in possesso del record.

(Piergiorgio Baroni)