Le acque della foce del Cassarate dove la bimba ha rischiato di annegare gioved

Salvataggio in extremis di una bambina iraniana di 6 anni, giovedì 1 agosto 2019 al Parco Ciani in zona Foce Cassarate. Grazie al pronto intervento della nostra squadra di picchetto che stava rientrando in sede dopo il pattigliamento sul lago. La bambina era stata portata a riva da un bagnante che si era accorto che qualcosa non andava bene e la bimba era inerte sull'acqua. È stata trovata a riva dai nostri soccorritori e non respirava, mettendola in posizione per la rianimazione ha cominciato a respirare autonomamente. Nel frattempo sono giunti i soccorritori della Croce Verde di Lugano che hanno preso a carico la bimba e applicato il trattamento pre-ospedaliero. I medici  hanno comunicato che non è in pericolo di vita ed è stata trasportata in un ospedale della Svizzera interna.

Un grande grazie ai nostri membri e a tutti gli altri soccorritori.

 

Silke Pan resize
Foto: Franco Zehfus

Martedì 30 luglio u.s. abbiamo accompagnato sul lago da Paradiso alla Foce del Cassarate Silke Pan, una giovane atleta paraplegica, artista circense caduta da un trapezio. Era l'ultima tappa della sfida per promuovere l'integrazione delle persone disabili e il suo obiettivo era di nuotare, solo a forza di braccia, in 26 laghi svizzeri entro 15 giorni.
Il nostro servizio di accompagnamento è stato molto apprezzato da Silke e dal suo team.

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Si è svolta mercoledì 24 luglio una esercitazione della Società Svizzera di Salvataggio Sezione Lugano. Lo scenario prevedeva una chiamata da parte di un passante che segnalava 3 ragazzi in difficoltà davanti al LAC. I tre ragazzi dopo essersi tuffati dal loro pedalò, a causa del vento che allontana l'imbarcazione, hanno difficoltà a risalire. Uno dei 3 riesce a raggiungere la riva mentre gli altri due si inabissano alcuni metri prima.
Presenti il Presidente Franco Zehfus e il Capo operativo Rinaldo Kümin, l’esercizio e stato diretto dal CTS Patrick Tempobono, il quale ha coordinato 12 uomini, tra cui 2 piloti, 1 capo intervento, 6 sub e 4 operatori apneisti, che hanno dovuto affrontare l'esercizio in modo reale. Durante l’immersione i sub hanno potuto esercitare il gran facciale, comunicando le ricerche con il natante in superficie. Il tutto si è svolto in modo professionale e raggiungendo gli obiettivi prefissati.